Genova, un tassista di nome Roberto è diventato un punto di riferimento silenzioso per un anziano del quartiere Marassi.
Tutto è iniziato quando il signor Vittorio, 82 anni, ha preso il taxi per andare a una visita oncologica.
Durante il tragitto, Roberto ha notato la sua fragilità, il respiro affaticato e la preoccupazione negli occhi.
Alla fine della corsa, l’anziano ha confessato che quelle visite erano frequenti e che ogni volta doveva rinunciare a qualcosa per potersele permettere.
Senza pensarci troppo, Roberto gli ha detto che da quel giorno lo avrebbe accompagnato gratuitamente, ogni volta che ne avesse avuto bisogno.
E così è stato: per mesi, puntuale come un amico, lo aspettava sotto casa, lo aiutava a salire in auto e lo accompagnava anche dentro l’ospedale.
Tra i due è nata una piccola amicizia fatta di chiacchiere, ricordi e silenzi condivisi. Per Vittorio, quel gesto era molto più di un passaggio: era sentirsi ancora visto, ancora importante.








