(segue)…Nel regno della Verità, esiste solo magnificenza. Proprio per questo, la magnificenza “non è”:
non può essere conosciuta dall’interno, perché non esiste nulla che le sia opposto.
Non puoi fare esperienza della magnificenza se non esiste ciò che magnifico non è. Nella realtà ultima, tu sei Uno con tutte le cose.
Ma quando sei completamente unito a Me e al Tutto, come potresti riconoscere la tua magnificenza?
Non puoi distinguerla, perché non c’è altro. Nella tua esperienza di anima incarnata, invece, tu sei semplicemente “tu”,
e non percepisci direttamente la magnificenza dell’Essere. L’unico modo per sperimentare l’Unità è creare una condizione in cui non ti senti parte dell’Uno.
Per questo esiste il piano materiale in cui vivi: una sorta di Paese delle Meraviglie, dove le cose non sono come sembrano.
Il tuo ego è lo strumento principale che ti permette di creare l’illusione della separazione da Me e dal Tutto.
È la parte di te che si percepisce come individuo. Tu non sei un essere singolo, eppure devi sperimentarti come tale per comprendere e apprezzare l’esperienza del Tutto.
In questo senso, avere amor proprio è positivo: ti serve per il compito che hai scelto.
Ma averne troppo diventa un ostacolo, perché ti fa vedere solo il tuo sé separato.
Quando accade, perdi la possibilità di sperimentare l’Unità e ti smarrisci nell’illusione che hai creato.
A volte ci rimani per molte vite, finché non riesci a liberartene o finché un’altra anima non ti aiuta a farlo.
Capire se l’amor proprio sia “buono” o “cattivo” è complesso: dipende da ciò che stai cercando di fare.
Se usi l’ego come strumento per sperimentare l’Unità, è un bene. Se è l’ego a usare te per impedirti di farlo, non lo è… (continua)
Ti benedico con Luce nella mente!








