(segue)… Non esiste nulla che sia davvero imperdonabile. Nessuna offesa è così grande da non poter essere perdonata.
Persino le vostre religioni più rigide lo affermano. Il perdono — o la riconciliazione — nasce dalla consapevolezza che tu e gli altri siete Uno.
È la comprensione profonda di essere uniti a tutto ciò che esiste, Me compreso.
Questa verità diventa esperienza diretta subito dopo la morte, quando l’anima si separa dal corpo fisico.
Ogni anima vive allora un’esperienza di “unità di mente”: le viene mostrata l’intera vita appena conclusa, non solo dal proprio punto di vista, ma anche da quello di tutte le persone che sono state toccate dalle sue azioni.
L’anima rivive ogni pensiero, ogni parola, ogni gesto, e ne percepisce l’effetto sugli altri come se fosse essa stessa quegli altri — perché, in realtà, è così.
È l’esperienza concreta del “noi siamo tutti Uno”. Non più un concetto, ma una verità vissuta. Non esiste un luogo di tormento eterno come quello immaginato da alcune teologie.
Esiste invece la piena consapevolezza delle conseguenze delle proprie scelte. È un processo di crescita, non di punizione; un’evoluzione, non una condanna divina.
Durante la revisione della vita nessuno ti giudica: semplicemente ti viene mostrato ciò che l’Unità ha vissuto attraverso te, momento dopo momento.
Non c’è dolore, ma comprensione. È un’esperienza illuminante. Ti chiedi allora: che fine fa il male compiuto dagli esseri umani?
IO non sono interessato a far pagare nulla. Il mio unico intento è spingerti avanti. Sei sul sentiero dell’evoluzione, non su quello dell’inferno.
La meta è la consapevolezza, non l’espiazione. Io non ho bisogno di essere ripagato: vengo “ripagato” nel momento in cui tu comprendi ed evolvi…. (continua)
Ti benedico con pace nel cuore!








