(segue)…Un forte amor proprio non è autocompiacimento, anzi è l’opposto. Quando le persone ostentano se stesse e sentono il bisogno di mettersi costantemente in mostra,
vale la pena chiedersi che cosa detestino così tanto di sé da spingerle, per compensazione, a fare di tutto per piacere agli altri.
Un autentico amore di sé dissolve l’ego, non lo rafforza. Più comprendi chi sei davvero, più l’ego si riduce.
Quando arrivi a conoscere pienamente la tua vera natura, l’amor proprio, inteso come bisogno di affermarti, scompare del tutto.
L’ego è soltanto ciò che credi di essere, non ciò che sei realmente.
Avere amor proprio è comunque prezioso: l’ego è necessario per vivere l’esperienza che stai facendo ora, quella di sentirti un’entità separata all’interno di un mondo relativo.
Tu, lettore, sei entrato nel regno del relativo per sperimentare ciò che non potresti vivere nel Reame dell’Assoluto.
Cerchi di fare esperienza di chi sei veramente. Nell’Assoluto puoi saperlo, ma non puoi sperimentarlo. Il desiderio dell’anima è conoscersi attraverso l’esperienza.
Nell’Assoluto non puoi sperimentare nessun aspetto di ciò che sei, perché in quella dimensione non esiste nulla di ciò che non sei.
L’Assoluto è il Tutto: l’Alfa e l’Omega senza nulla in mezzo. Non esistono gradi di assolutezza.
I gradi, le sfumature, le differenze possono esistere soltanto nel piano terrestre in cui ti sei incarnato.
Questo spazio — la Terra — è stato creato proprio per permetterti di conoscere te stesso come essere magnifico attraverso l’esperienza….(continua)
Ti benedico con Amore!








