Ero di ritorno da una festa con amici universitari, un anticipo del Natale. Mentre rientravo a casa sul mio motorino, tutto intorno a me si spense,
proprio come una luce spenta in una camera senza finestre. Mi ritrovo in un buio sereno dove il senso del mio corpo scompare, ci sono, ma senza un corpo,
sono in uno stato sereno una dimensione nuova senza peso. Si galleggio nel sereno, non occorre parlare, la comunicazione con lo spazio che mi circonda non richiede parole,
basta il pensiero, quel buio si è trasformato in un cammino di luce, un’attrazione così forte mi fa viaggiare soavemente verso la luce
Quella luce non è fastidiosa non è accecante non è definita, bensì mi avvolge, mi fa galleggiare senza corpo in una serenità profonda.
Ad un tratto percepisco come un immediato risucchio (proprio come quello che fa l’acqua quando scorre in una vasca dopo l’estrazione del tappo).
Quindi mi ritrovo catapultato su una barella di ospedale. Sono passati 25 anni da quell’esperienza, è la prima volta che la scrivo,
ma a me sembra mi sia accaduto ieri.








