(segue)… Non vivono con Me un’amicizia viva, utile, reciproca. È piuttosto un legame lontano, da invocare solo in caso di bisogno.
Per instaurare una vera amicizia con Me occorre un cambiamento profondo nella mente e nel cuore, e serve coraggio.
Il coraggio di abbandonare ogni idea, ogni insegnamento che parla di un Dio che rifiuta. È un grande atto di forza, perché il mondo vi ha riempito la mente di immagini distorte.
Devi accogliere un pensiero nuovo, che va in direzione opposta a quasi tutto ciò che ti è stato detto su di Me.
È difficile, per alcuni difficilissimo, ma necessario: non si può essere amici di qualcuno che si teme. Per anni il tuo rapporto con Me è stato segnato dal timore.
Il primo passo verso l’amicizia è essere disposti a conoscermi davvero. Devi essere aperto a vedermi dove Io sono, non solo dove ti aspetti che sia.
Devi vedermi dove mi trovi e trovarmi dove mi vedi. Molti mi vedono, ma non mi trovano. Io sono davanti ai loro occhi, eppure non mi riconoscono.
La fede è ciò che apre la porta alla conoscenza di Dio. Devi credere che ci sia un Dio da conoscere. Non è la tua fede in Me a creare problemi, ma le idee che hai su di Me.
Una di queste è che Io non voglia essere conosciuto. Alcuni dicono che il mio nome non possa essere pronunciato, altri che la parola “Dio” non possa essere scritta.
Altri ancora sostengono che si possa pronunciare il nome, ma solo quello “giusto”, e che usare quello sbagliato sia peccato.
Eppure, che tu mi chiami Geova, Jahvè, Dio, Allah… Io sono ciò che Sono, Chi Sono, Dove Sono. E non smetterò di amarti perché hai pronunciato il mio nome in modo diverso.
Puoi smettere di litigare per come chiamarmi. Io sono sempre qui… (continua)
Ti benedico con gioia nel cuore!








