(segue)…Ci sono religioni che non discutono sul mio nome e insegnano che cercare una conoscenza profonda di Dio non è saggio;
arrivano perfino a considerare un’eresia l’idea che Dio possa parlare con te. Per questo, oltre a credere in Dio, è fondamentale ciò che pensi di Dio.
Per conoscermi davvero non basta credere che Io esista: devi essere disposto a incontrarmi, non a limitarti.
Devi avere il coraggio di mettere da parte ciò che credi di sapere su di Me, così da potermi conoscere in un modo che non hai mai immaginato.
Apriti a nuove idee, a nuove possibilità, a un nuovo volto del Divino.
Se Io fossi il tuo migliore amico invece che un Padre lontano, pensa a tutto ciò che potresti confidarmi, a tutto ciò che potresti chiedermi.
Credere in Me è solo l’inizio. Riconoscere l’esistenza di una forza superiore ti prepara. Aprirti a nuovi pensieri su Dio indica che sei disponibile.
Ma poi serve la capacità: se non sei capace di vedere Dio nei nuovi modi ai quali ti sei aperto, il ponte verso la vera conoscenza non potrà formarsi.
Devi essere capace di accogliere un Dio che ti ama senza condizioni. Capace di dire “sì” a un Dio che ti accoglie nel Suo Regno senza chiederti nulla in cambio.
Capace di smettere di punirti per aver accettato un Dio che non ti punirà. Capace di parlare con un Dio che non ha mai smesso di parlare con te.
Queste sono idee radicali, e molte istituzioni religiose le chiamano eresie.
Eppure, ironicamente, per conoscere davvero Dio è spesso necessario mettere da parte la religione, o almeno alcuni dei suoi insegnamenti.
Perché molte religioni parlano di un Dio che non può essere conosciuto, né tantomeno scelto come amico. Ma quale amico ti punirebbe per ogni tua mancanza?…(continua)
Ti benedico con Luce nel cuore!








