Ricordo che era il giorno prima del mio quattordicesimo compleanno e uno dei miei fratelli mi aveva promesso di portarmi in giro per i negozi.
Purtroppo per me una telefonata inaspettata scombino i miei programmi della giornata. Il fatto che mio fratello mi dava buca per incontrare una ragazza
era inaccettabile per me e decisi di sabotare il suo incontro. In séguito vidi mio fratello chinato sul lavandino a lavarsi i capelli e colsi al volo l’occasione di nascondergli lo shampoo,
sapendo che si sarebbe arrabbiato. Mi chiese gentilmente di ridarglielo una, due, tre volte ma io invece di ascoltare mi girai per scappare.
In quel momento lui d’istinto, per fermarmi mi afferrò ma per il collo. Non sentii niente, parlo di dolore oppure sensazione di soffocamento. Da li in poi la mia realtà cambiò.
Mi sentii afferrare per le spalle da una forza indescrivibile era come essere risucchiati giù dentro un tunnel di stelle. Tanto veloce da vederle allontanarsi alla velocità della luce.
Di colpo tutto si fermò. Mi ritrovai sospesa a mezz’aria, immobile nel buio più denso e assoluto. Ricordo che cercavo vanamente di scorgere qualcosa o qualcuno.
Notai di poter vedere a 360° e cioè in tutte le direzioni nello stesso istante. Ricordo la sensazione di attesa, come se dovesse arrivare qualcuno o qualcosa, sentivo che c’era
un seguito a quella situazione di stallo. Lentamente quel buio denso e impenetrabile diventò di un grigio caldo e rassicurante. Cominciai a capire che non avevo paura,
feci come per guardare in basso è per mio stupore scorsi che al posto del corpo, al altezza del petto c’era una palla di luce di un bianco candido raggiante che lentamente
illuminava sempre di più tutto attorno senza però scorgere altro che buio. Non saprei in che altro modo descrivelo .
Sembrava pero come se non potessi scorgere dei confini. Ad un certo punto cominciarono ad arrivare a raffica le domande. Domande come: chi e Dio, se esiste,
come siamo nati sulla terra, domande che sinceramente non mi ero mai fatta in precedenza perché troppo giovane per pensare a cose cosi serie. Nello stesso istante avevo le risposte.
Ero sbalordita, cominciai a sentirmi tutt’uno con quel posto. Il sapere senza confini riempiva i vuoti. Essendo cosi giovane la mia mente erea come una stella vergine con tanta sete di sapere.
Ricordo tutte le sensazioni positive che ero in grado di provare mano mano che passava il tempo, mi sentivo sempre più, come se acquistassi una qualche forza illimitata.
Non sentire il peso del corpo dava una tale dimensione di liberta irragiungibile sulla terra. Tutte le sensazioni positive che ho provato ergono amplificate all’ennesima potenza.
Poi di colpo tutto fini. Mi ricordo che ho è di essermi risvegliata al ospedale nella sala osservazione.








